
BitMine Immersion Technologies (BMNR) ha comunicato di detenere 5.929.198 token Ethereum (ETH) e asset complessivi in criptovalute, liquidità e investimenti ad alto rischio per 15,7 miliardi di dollari al 7 settembre, in un modulo 8-K depositato l’8 settembre che ha anche reso noto la cessazione dell’accordo con il gestore esterno delle sue operazioni di staking.
BitMine ha valutato i suoi ETH 2.495 dollari per token, secondo Coinbase, mantenendo il valore totale pressoché invariato rispetto ai 15,6 miliardi di dollari comunicati la settimana precedente, quando le sue riserve avevano superato i 5,9 milioni di token grazie all’acquisto di 53.501 ETH. Nell’ultima settimana la società ha aggiunto 28.086 ETH e acquista Ether ogni settimana da quando ha avviato la strategia, il 30 giugno 2025.
Queste riserve equivalgono al 4,9% dei 122,0 milioni di ETH in circolazione. BitMine afferma di aver raggiunto il 97% del suo obiettivo di possedere il 5% di tutti gli ETH, un traguardo che definisce «Alchemy of 5%».
Le commissioni di staking passano a una tariffa fissa
Il 4 settembre la controllata BMNR Subsidiary One e Ethereum Tower LLC hanno firmato un accordo di risoluzione consensuale, ponendo fine a un accordo di servizi di gestione del 24 marzo in base al quale Ethereum Tower percepiva una quota dei ricavi netti derivanti dallo staking degli ETH di proprietà della società.
Il contratto originale prevedeva una durata iniziale di dieci anni e consentiva a BitMine di recedere senza giusta causa con un preavviso di 180 giorni, un termine a cui entrambe le parti hanno rinunciato. BitMine ha dichiarato di non aver pagato penali sostanziali per la risoluzione anticipata e che gli importi maturati fino al 3 settembre restano dovuti.
Una controllata di BitMine ha quindi sottoscritto un nuovo accordo di consulenza con American Validator LLC, affiliata di Ethereum Tower, con decorrenza dal 4 settembre, per una commissione fissa pari all’1,50% dei premi di staking sugli ether messi in staking.
BitMine mette in staking 5.067.309 ETH, valutati 12,6 miliardi di dollari secondo la sua stima e pari a circa l’85% della tesoreria, tramite MAVAN, la rete di validatori Made in America creata internamente quest’anno. Il presidente Tom Lee ha stimato ricavi annualizzati dallo staking pari a 330 milioni di dollari, destinati a salire a 386 milioni quando tutti gli ether saranno in staking, con un rendimento settimanale del 2,61%.
La liquidità risale a 593 milioni di dollari
Il totale di liquidità e titoli negoziabili ha raggiunto i 593 milioni di dollari il 7 settembre, rispetto ai 541 milioni della settimana precedente e ai 78 milioni del 16 agosto. Oltre agli ether, BitMine deteneva 211 Bitcoin (BTC), una partecipazione da 180 milioni di dollari in Beast Industries e una partecipazione da 91 milioni di dollari in Eightco Holdings (ORBS), descritta nel comunicato come una delle poche società quotate a offrire un’esposizione indiretta a OpenAI.
Secondo Fundstrat, BitMine è tra i titoli statunitensi più scambiati, con un volume medio giornaliero in dollari di 1,10 miliardi nei cinque giorni fino al 4 settembre. Le sue partecipazioni sono al primo posto tra le tesorerie aziendali in ether e al secondo tra tutte le tesorerie crypto, dietro a Strategy (MSTR), che, secondo il comunicato, possiede 840.447 Bitcoin per un valore di circa 66 miliardi di dollari
Fonte: CryptoPotato






