
La Polonia resta l’unico Stato membro dell’UE senza un quadro normativo nazionale operativo per il MiCA, dopo che il Sejm non è riuscito ancora una volta a superare il veto del presidente Karol Nawrocki alla regolamentazione delle criptovalute.
Il voto di venerdì, il terzo tentativo di questo tipo, è mancato di 25 voti rispetto alla maggioranza dei tre quinti necessaria per ribaltare la sua decisione.
Il terzo veto della Polonia sulle criptovalute e le motivazioni di Nawrocki
Dei 442 parlamentari presenti, 241 hanno votato per superare il veto, 198 si sono opposti alla proposta e tre si sono astenuti, non raggiungendo i 266 voti necessari. Nawrocki aveva posto il veto alla legge per la prima volta a dicembre, poi di nuovo su una versione precedente, prima di respingerla per la terza volta l’11 giugno.
In occasione di quest’ultimo rifiuto, Nawrocki ha sostenuto che i legislatori avevano recepito solo una delle sedici modifiche proposte dal suo ufficio. «Una legge sbagliata non diventa una buona legge solo perché viene approvata cento volte», ha dichiarato.
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Il disegno di legge avrebbe designato l’Autorità polacca di vigilanza finanziaria, nota come KNF, quale autorità nazionale di regolamentazione delle criptovalute, allineando le norme nazionali al regolamento dell’UE sui mercati delle cripto-attività (MiCA). Tutti gli Stati membri dell’UE avrebbero dovuto attuare il MiCA entro luglio 2026, una scadenza che la Polonia ha ormai ampiamente mancato.
Lo stallo normativo si inserisce in un’indagine penale sempre più ampia su Zondacrypto, l’exchange precedentemente noto come BitBay.
I procuratori hanno collegato il caso alla scomparsa, nel 2022, del fondatore di BitBay Sylwester Suszek e stimano le perdite degli investitori in almeno 350 milioni di złoty, circa 95 milioni di dollari.
«Prima, il PiS ha difeso i ripetuti veti del presidente Nawrocki che hanno impedito di regolamentare il mercato delle criptovalute. Poi, per settimane, ha accusato ipocritamente lo Stato di non proteggere i polacchi. Oggi si sono trovati ancora una volta davanti a una scelta: la sicurezza dei polacchi o gli interessi poco limpidi del settore crypto. Hanno scelto. Monete d’argento crypto. Continua. #KryptoAferaPiS», ha dichiarato su X Andrzej Domański, ministro delle Finanze e dell’Economia della Polonia.
Il caso Zondacrypto acquista peso politico
Lo scandalo è arrivato fin nel cuore della vita pubblica polacca. Secondo quanto riferito, il presidente del Comitato olimpico Radosław Piesiewicz è stato fermato con l’accusa di avere legami con il fondatore di Zondacrypto, Przemysław Kral.
BB Trade Estonia, la società estone che gestisce Zondacrypto, è stata dichiarata fallita ad agosto; i creditori si riuniranno il 17 settembre.
Il primo ministro Donald Tusk ha più volte richiamato l’indagine per spingere i legislatori ad approvare la legge, sostenendo che controlli più rigorosi avrebbero potuto impedire la presunta frode. Nawrocki sostiene che l’ampliamento dei poteri, compresa la facoltà di bloccare i siti web, spingerebbe le aziende legittime a trasferirsi all’estero invece di proteggere i consumatori.
Il tentativo di superare il veto è fallito, che resta quindi legalmente in vigore. Le aziende crypto polacche continuano a trovarsi in una situazione incerta per quanto riguarda le licenze e i controlli. La KNF ha riconosciuto pubblicamente che il Paese non dispone ancora di alcuna autorità designata per il settore. Nel frattempo, il MiCA è già applicabile in tutta l’UE.
Se un disegno di legge rivisto riuscirà infine a essere approvato resta la questione centrale. L’esito dipende dalla capacità di affrontare un numero maggiore delle obiezioni specifiche di Nawrocki, in un momento in cui si sta delineando la politica polacca sulle criptovalute in vista dell’autunno.
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Fonte: BeInCrypto






