I poteri di congelamento di Circle alla prova dopo il furto ai danni di Binance

Punti chiave
- Allaire afferma che l’infrastruttura regolamentata di Circle per le stablecoin può congelare e sequestrare asset, a differenza del sistema bancario corrispondente.
- Secondo quanto riferito, dal 29 ottobre sono stati congelati oltre 1,1 miliardi di dollari in USDC, mentre Elliptic ha individuato circa 3,24 miliardi di dollari in wallet collegati all’incidente.
- Allaire afferma che i depositi netti su Binance stanno tornando, ma Reuters ha riportato prelievi netti per 4,72 miliardi di dollari fino a lunedì.
L’affermazione di Circle sul congelamento degli asset alla prova dei fatti
Il CEO di Circle, Jeremy Allaire, ha sostenuto che l’infrastruttura delle stablecoin offre una possibilità di intervento che non esiste nel sistema bancario corrispondente. Ha illustrato la differenza mercoledì, durante Squawk on the Street di CNBC, dopo una violazione della sicurezza di Binance descritta nel servizio come un attacco hacker da circa 6,3 miliardi di dollari. L’episodio offre un contesto immediato alla sua tesi: la possibilità dichiarata di congelare gli asset viene valutata in relazione a un furto ingente e al recupero dei fondi.
Allaire ha affermato che l’infrastruttura di Circle comprende strumenti per congelare e sequestrare asset sulle reti blockchain, come richiesto dalla normativa. Ha contrapposto questa capacità al sistema bancario corrispondente, la rete di conti tra banche utilizzata per trasferire denaro oltre confine, sostenendo che non esista un’opzione equivalente. Il paragone riguarda la possibilità di intervenire dopo che gli asset sono stati trasferiti, non implica che le stablecoin impediscano i furti né che il sistema bancario tradizionale possa recuperare ogni trasferimento.
La distinzione è importante perché USDC di Circle opera su reti blockchain, dove i controlli dell’emittente possono applicarsi al suo token. L’affermazione di Allaire riguarda quindi i poteri a disposizione dell’infrastruttura delle stablecoin, non una capacità universale di bloccare o annullare le transazioni in criptovalute. La violazione spiega inoltre perché l’affermazione stia attirando attenzione: il furto segnalato ha coinvolto asset presenti in diversi portafogli crypto e non tutti gli asset di quell’ambiente hanno un emittente in grado di intervenire.
USDC congelati e limiti del controllo dell’emittente
Le cifre riportate dopo l’attacco del 29 ottobre indicano sia gli interventi effettuati sia l’esposizione ancora esistente. Circle ha congelato oltre 1,1 miliardi di dollari in USDC, mentre la società di analisi blockchain Elliptic ha dichiarato che circa 3,24 miliardi di dollari in criptovalute rubate si trovano in portafogli collegati al furto. Si tratta di due misure diverse: una riguarda gli USDC congelati, l’altra le criptovalute presenti nei portafogli collegati. Non dimostrano che Circle possa congelare tutti gli asset contenuti in quei portafogli.
La differenza tra gli USDC congelati segnalati e l’importo che Elliptic associa ai portafogli collegati al furto rappresenta un limite concreto alla tesi del congelamento e del sequestro. Gli strumenti di Circle si applicano agli USDC che rientrano nella sua infrastruttura, mentre non risulta che la cifra più ampia degli asset rubati sia composta interamente da USDC. Il rapporto osserva inoltre che le monete prive di un emittente, tra cui Bitcoin, non possono essere raggiunte tramite il potere di congelamento di un emittente. Il tipo di asset è quindi determinante.
Per utenti e responsabili politici, l’episodio rende concreta la domanda alla base del paragone di Allaire: in quale misura un emittente può davvero intervenire su un furto di criptovalute? La cifra relativa al congelamento mostra che Circle è intervenuta sugli USDC, ma quella dei portafogli ancora coinvolti indica che l’intervento non ha eliminato tutti gli asset collegati all’incidente. La fonte non specifica la composizione completa di quei portafogli né indica quale importo, se ve n’è uno, possa ancora essere recuperato.
L’esposizione di Circle a Binance e i segnali di ripresa
L’incidente ha un’importanza particolare per Circle, perché Binance è un canale di distribuzione fondamentale per USDC. A settembre le due società hanno esteso a cinque anni il loro accordo e, contestualmente, Binance ha acquistato azioni Circle per 100 milioni di dollari. Questo rapporto fa sì che la sicurezza e l’attività dei clienti dell’exchange siano rilevanti per gli interessi di Circle in materia di distribuzione, oltre che per il dibattito sui controlli delle stablecoin. Il resoconto non menziona alcuna modifica all’accordo dopo la violazione.
Allaire ha dichiarato che Binance aveva iniziato a vedere tornare i depositi netti e ha respinto il paragone con la corsa agli sportelli di FTX, affermando: «Qui non sta succedendo assolutamente nulla del genere». Questa è la sua valutazione della situazione dell’exchange. Reuters, tuttavia, ha riferito prelievi netti per 4,72 miliardi di dollari fino a lunedì, una cifra che Binance ha detto corrispondere a circa il 3% degli asset della piattaforma. I due dati restituiscono un quadro ancora incerto: al ritorno dei depositi si accompagnano prelievi consistenti.
Questi dati, da soli, non consentono di stabilire se la tendenza dei depositi di Binance proseguirà né come reagiranno i clienti man mano che emergeranno nuove informazioni. Il commento di Allaire offre un punto di vista, mentre la cifra sui prelievi riportata da Reuters fornisce un’altra misura dell’attività in un periodo specifico. La fonte non indica un totale successivo dei flussi netti né una cronologia dettagliata del ritorno dei depositi; pertanto, sulla base di questi soli dettagli non è possibile valutare la ripresa dell’exchange.
Una violazione con implicazioni per la regolamentazione futura
Allaire ha collegato la crescente velocità degli attacchi agli agenti di intelligenza artificiale, descritti come software che agisce autonomamente. Binance ha ricondotto questa violazione ai computer compromessi di due ingegneri; secondo quanto riferito, uno dei computer era stato raggiunto tramite un falso colloquio di lavoro. Si tratta di due aspetti distinti del resoconto: Allaire ha espresso una preoccupazione più ampia per l’accelerazione degli attacchi, mentre Binance ha individuato una specifica modalità di accesso ai sistemi coinvolti. Il rapporto non dimostra che questa violazione sia stata causata da un agente di intelligenza artificiale.
Allaire ha affermato che la violazione influenzerà la regolamentazione futura, mentre Caitlin Long, amministratrice delegata di Custodia Bank, si aspetta che le autorità di regolamentazione statunitensi facciano pressione affinché vengano introdotte funzionalità integrate per congelare le stablecoin. Nel loro insieme, questi commenti indicano che l’incidente potrebbe alimentare il dibattito su come gli emittenti di stablecoin dovrebbero essere attrezzati per reagire ai furti. La fonte, tuttavia, non fornisce dettagli sulle norme proposte, sui tempi di attuazione o sulla loro probabile portata. L’aspettativa di Long non viene presentata come un requisito normativo già adottato.
Il caso lascia aperte due questioni: quale quota del valore rubato sia possibile recuperare tramite i controlli degli emittenti e quali norme i regolatori potrebbero adottare dopo la violazione. I blocchi di USDC da parte di Circle, di cui è stata data notizia, dimostrano il tipo di intervento descritto da Allaire, mentre la cifra più alta relativa ai wallet e l’assenza di un emittente per Bitcoin segnano i limiti di questo approccio. Il rapporto presenta inoltre indicatori contrastanti sull’attività di Binance. Nessuno, da solo, consente di dirimere il più ampio confronto con il sistema bancario corrispondente.
Fonte: BeInCrypto