La CFTC approva i perpetual sulle azioni statunitensi mentre un gruppo di settore contesta la sua autorità

Punti chiave
- La CFTC ha approvato i futures perpetui legati a singole azioni ai sensi del Regolamento 40.3.
- Gli exchange che intendono quotarli devono inoltre presentare una notifica alla SEC.
- Poche ore dopo l’annuncio, la Capital Markets Alliance ha intentato una causa contestando l’autorità della CFTC.
L’approvazione della CFTC porta i perpetual azionari al centro del dibattito normativo negli Stati Uniti
La Commodity Futures Trading Commission ha approvato i futures perpetui legati a singoli titoli azionari statunitensi, una categoria di prodotti spesso chiamata perpetual azionari. In una dichiarazione del 3 novembre, il presidente Michael Selig ha affermato che i contratti sono stati approvati ai sensi del Regolamento 40.3. La decisione consente di quotare lo strumento sugli exchange registrati presso la CFTC, anche se l’annuncio non stabilisce che determinati contratti abbiano già iniziato a essere negoziati.
La commissione classifica i contratti come prodotti futures su titoli ai sensi del Commodity Futures Modernization Act del 2000. Secondo l’annuncio, tale classificazione li assoggetta sia al Commodity Exchange Act sia alle leggi federali sui titoli. Il quadro giuridico è rilevante perché questi prodotti combinano la struttura dei futures perpetui con l’esposizione a singole azioni, portando l’approvazione della CFTC in un ambito in cui è rilevante anche la regolamentazione dei titoli.
Selig ha presentato la decisione come un modo per consentire ai trader statunitensi di accedere a prodotti popolari sui mercati esteri senza dover ricorrere a piattaforme offshore. Ha inoltre descritto i contratti perpetui come strumenti per la gestione del rischio e la scoperta dei prezzi. I benefici dichiarati spiegano le ragioni addotte dall’autorità di vigilanza per consentire questi prodotti, ma l’annuncio non specifica come le singole piattaforme struttureranno le proprie offerte né quali misure di tutela saranno previste per ciascun contratto.
Come la commissione descrive i nuovi prodotti
L’approvazione non lascia la vigilanza esclusivamente alla CFTC. Le piattaforme che intendono quotare contratti perpetui su singole azioni devono anche presentare una comunicazione alla Securities and Exchange Commission per negoziare futures su titoli, ha dichiarato Selig. Questo requisito attribuisce un ruolo a entrambe le autorità e rende il loro coordinamento centrale per l’iter di eventuali quotazioni. La dichiarazione non specifica i tempi per le comunicazioni delle singole piattaforme.
Selig ha collegato questo approccio a un memorandum d’intesa firmato all’inizio dell’anno dalla CFTC e dalla SEC, volto a migliorare il coordinamento. L’accordo è pertinente perché i prodotti appena approvati rientrano sia nella normativa sulle materie prime sia in quella sui titoli. L’annuncio indica che le autorità si aspettano di collaborare nell’ambito delle rispettive competenze, ma la causa solleva ora una questione distinta: se la CFTC possa approvare questi prodotti in primo luogo.
La CFTC ha inoltre presentato i contratti perpetui su azioni come un’estensione della sua precedente iniziativa sui contratti perpetui su Bitcoin. Selig ha dichiarato che all’inizio dell’anno la commissione aveva approvato il primo «vero contratto futures perpetuo su Bitcoin» negoziabile su una piattaforma regolamentata dalla CFTC, e ha descritto la decisione sulle azioni come un’estensione dello strumento, dalle materie prime digitali ai titoli tradizionali. Il paragone inserisce la nuova approvazione nel più ampio impegno dell’agenzia a riconoscere i contratti perpetui nei mercati statunitensi.
Una causa contesta i poteri della commissione
Poche ore dopo la dichiarazione della CFTC, la Capital Markets Alliance ha intentato una causa contestando la decisione. Il gruppo sostiene che la commissione abbia agito in contrasto con le leggi approvate dal Congresso e non avesse l’autorità per approvare i prodotti. La contestazione fa sì che l’annuncio non sia più soltanto un via libera normativo: la portata dei poteri della CFTC e le basi giuridiche per le quotazioni sono ora al centro di una battaglia legale.
L’alleanza afferma che la decisione ha «favorito la creazione di un mercato sintetico parallelo sulle azioni statunitensi», che potrebbe svilupparsi al di fuori di quella che considera la giurisdizione esclusiva della SEC. Questa è la posizione del gruppo, non una conclusione definitiva sui prodotti o sulle rispettive competenze delle autorità di regolamentazione. La controversia riguarda quindi sia l’autorità conferita dalla legge sia la questione se i contratti proposti rientrino nelle competenze della CFTC o debbano essere trattati come una materia di competenza esclusiva della SEC.
Un portavoce della CFTC, secondo quanto riportato da Reuters, ha definito la causa un’interferenza «preoccupante» nei mercati regolamentati dall’agenzia. Il portavoce ha inoltre sostenuto che i mercati statunitensi dovrebbero essere disciplinati dalla legge, non da campagne legali volte a «bloccare l’innovazione». La risposta chiarisce che la commissione respinge l’impostazione della contestazione, ma non risolve le questioni giuridiche sollevate dall’alleanza né stabilisce come si pronuncerà un tribunale.
La controversia richiama una precedente disputa sui contratti perpetui su Bitcoin
L’incertezza pratica più immediata riguarda l’eventuale impatto della causa sul percorso che porta dall’approvazione normativa alla quotazione sulle piattaforme di scambio. L’annuncio prevede che le piattaforme presentino una notifica alla SEC, mentre l’alleanza contesta l’autorità su cui si fonda la CFTC. Le informazioni fornite non indicano se la causa chieda un’immediata sospensione, se una piattaforma abbia già presentato una notifica o quando un tribunale potrebbe esaminare le contestazioni.
La contestazione riporta inoltre al centro una disputa sulla classificazione e sulla vigilanza dei contratti perpetui. A giugno, CME Group ha dichiarato che avrebbe fatto causa alla CFTC per l’approvazione dei contratti perpetui su Bitcoin. L’amministratore delegato di CME, Terrence Duffy, ha sostenuto che, ai sensi del Dodd-Frank Act, tali contratti dovrebbero essere classificati come swap e non come futures. Il precedente disaccordo mostra che il trattamento giuridico dello strumento è già stato contestato da un altro operatore di mercato.
Duffy ha inoltre sostenuto che i fornitori di contratti perpetui su Bitcoin dovessero passare per il CME, poiché quest’ultimo deteneva licenze esclusive sui benchmark. La fonte non dimostra che lo stesso argomento relativo alle licenze si applichi ai contratti perpetui su azioni, quindi le due controversie non vanno considerate identiche. Per ora, l’approvazione relativa alle azioni è contestata sulla base dei poteri della CFTC e dei confini della giurisdizione della SEC; l’esito del contenzioso e i tempi di eventuali quotazioni restano incerti.
Fonte: CryptoPotato